Musica

motzume  Vorrei ricordare Vivaldi, citando l’ultima delle sue opere, Motezuma[1], il cui manoscritto è stato ritrovato ultimamente dal musicologo Steffen Voss mentre era alla ricerca di alcuni brani perduti di Händel. Vivaldi usa come soggetto, per la prima volta nella storia della musica, la conquista dell’America e vengono narrate le ultime ore del protagonista dell’opera omonima, prigioniero del conquistador spagnolo Hernán Cortés. Questa è un’opera insolita, un’opera politica, dove la conquista appare nella sua crudezza e Montezuma è sovrano illuminato di una grande e antichissima stirpe (gli Atlantidi?). L’aria – stupenda – di Mitrena, consorte del re azteco, ci canta di quell’oceano che ci separa…

Là sull’eterna sponda

d’orrida e flebil onda,

ombra seguace or ora sì, m’avrai.

Così nel manoscritto della partitura ritrovata a Berlino nel 2002; nel libretto a stampa pubblicato nel 1733 il titolo è invece Montezuma.

 

[1] Montezuma – Motezuma

Dramma per musica in tre atti

Musica di Antonio Vivaldi (1678-1741)

Libretto di Girolamo Alvise Giusti (inizialmente nei libri di riferimento l’opera era riportata come Montezuma, ma dalla riapparizione del manoscritto originale il titolo fu corretto in Motezuma)

Prima rappresentazione: Venezia, Teatro S.Angelo, 14 novembre 1733.